Lista in resta
tanto per inimicarmi le simpatie di quei pochi lettori che mi seguono, in un atto gratuito di autolesionismo mediatico, pubblico un sapido elenco di categorie di persone che non reggo (si inizia così e poi si diventa misantropi, mi sa…):
Þ quelli che non fanno la raccolta differenziata, perché anch’io non è che mi diverto tanto a separare le bottiglie dai torsoli di mela però forse vale la pena di guardare più il là del proprio naso;
Þ quelli che fanno della razionalità un atto di fede;
Þ quelli che mentre rispondi alle domande che ti hanno fatto hanno quell’espressione assorta post-prandiale da cui capisci che non gliene frega niente e stanno già pensando alla prossima cosa da dire, per cui combatti la tentazione di dire “sono incinta del tuo ex” giusto per vedere se ti ascoltano;
Þ quelli che di qualunque cosa parli (film, disco, mostra, malattia tropicale) ne sanno già di tutto di più e anzi ti fanno capire che sei arrivata tardi sul trend;
Þ quelli che quando tenti di fare una cosa anche solo minimamente etica demoliscono passo passo i tuoi sforzi di modo che così anche loro sono giustificati a non fare un beato cazzo;
Þ quelli che usano la parola femminista come un insulto;
Þ quelli che pensano di non dovere dire grazie a nessuno;
Þ quelli che pensano che la mancanza di puntualità sia un simpatico vezzo;
Þ quelli che parlano/mangiano/lasciano acceso il cellulare/arrivano tardi/fanno scalare tutti di un posto al cinema;
Þ quelli che dividono il mondo in categorie (ops!)
se avete suggerimenti filologicamente corretti fatevi avanti.

