L'imperfetta bellezza del mondo

L'imperfetta bellezza del mondo

De Stijl
Forse, forse, il tuo nome ed il mio un giorno suoneranno insieme.
Tu ci metti l’irruenza, la vastità delle sillabe, la varietà e la lunghezza.
Io la melodia, la ripetizione, la struttura e le pause.
Tu vedi come stiamo bene insieme, lo dicono i nostri nomi, il modo
in cui si legano e si chiamano da un rigo all’altro, sulla pagina,
ammiccando dai puntini sulle i, piccoli periscopi gettati in alto per scrutare l’altro, chiamarlo, avvicinarsi a lui.
Tu vedi tutto questo, mentre scrivi i nostri nomi?
Prima il mio, breve ma stabile, il primo verso di un haiku, giusto 5 sillabe. Poi il tuo, altre 5 sillabe, l’ultimo verso dell’haiku.
E in mezzo, cosa potremmo scriverci? “rincorre senza sosta”. Sarebbe vero.
Il mio nome rincorre il tuo come io rincorro te, l’ordine alfabetico non può essere ignorato, il mio nome è destinato a venire sempre prima del tuo.
E’ forse questo il motivo? Un destino scritto in una manciata di lettere, il cui potere evocativo e vivificante si riverbera nella storia dal ghetto di Praga fino a qui?
C’è qualche lettera che posso togliere per avvicinarmi a te?
Io rinuncerei alle maiuscole per te. Per fare in modo che tu mi preceda, almeno una volta.
Anche se c’è il rischio di morire, una G in meno uccise il Golem ed ora c’è il rischio per me di perdermi ugualmente, di non avere più un’identità, eppure non è proprio questo l’amore?
Rinuncia al tuo nome, Romeo.
Rinuncia alla tua identità, fatti plasmare dalla nostra interazione, diventa altro, diventa Me.
E’ questa la prova suprema d’amore?
Perché non c’è garanzia in amore, e dopo cosa resta? Se te ne vai, che cosa ne sarà di me, una volta rinunciato al mio nome? Sarò instabile sulle gambe, incapace di reggermi da sola, senza la mia iniziale sacrificata?
O dovrò aspettare che ricresca da sola come la coda di una lucertola?
Contrasto
ieri sera ho sviluppato il mio primo rullino in camera oscura.
emozionante e anche lento, davvero molto lento, e c'è qualcosa
nella lentezza dello sviluppo fotografico che assomiglia ad una consapevolezza sospesa,
alla fiducia nel tempo e nel risultato, ad una fede nutrita di pause
e di fissanti, allo sguardo che attende al buio di ritrovare sè stesso.
quindi lo sviluppo fotografico è una forma di preghiera estetica.
oppure estatica, se i solventi sono forti.

Propositi per l’anno nuovo – un anno dopo
Tanto per fare il punto della situazione, ecco l’elenco delle cose che mi ero ripromessa di fare all’inizio del 2004 e che sono riuscita a fare:
1) scrivere un racconto di fantascienza
2) laurearmi
3) fare un corso di Tai Chi
4) tornare a Berlino
e quelle che per motivi diversi NON sono riuscita a fare:
5) vedere beck in concerto. il fatto è che beck non ha fatto concerti se non due comparsate in california. leggermente fuori mano, ecco. però ho visto due volte bugo, considerato da alcuni critici il beck italiano. varrà l’equazione 2 bugo= 1 beck?
6) farmi una canna ascoltando the rain song dei led zeppelin. per qualche strano motivo le due cose non erano mai presenti contemporaneamente. ma mi sono concessa una proroga fino al capodanno cinese, quindi ho ancora un mesetto.