fortasse requiris
Devo fare molta attenzione. Le cose che chiedo tendono ad avverarsi.
Questo mi sta privando del diritto a un alibi.
Le difficoltà si srotolano davanti a me come rondelle di liquirizia.
Pensavo che avrei dovuto sporcarmi le mani, ma non così.
Incontro risposte travestite da persone.
Ma parlano a voce molto bassa.
Sapevo che per essere poeti occorre guardarsi vivere.
Poi i suoi occhi mi hanno distratto.
COSE CHE VORREI AVERE SCRITTO IO
#10
Brother, are you really here?
The package I received is gone
Are you a phantom detective?
Can you read my soul backwards?
I would glide with you
If you are a backwards ghost
I will hire you
Brother, are you really home?
Holy as a blessed worm
A paradise ambasssador
Bring me to your room
And I will throw you rocks today
And watch them pass right through, you say
And this is not a game or test
We both have done some grieving
Brother, with your vast reward
A treasury you can't afford
Surgeries and innocence abounds
And I have read in paper books
My eyes are glands on twisted hooks
Never have I felt or looked
So sorry for you now
Brother, are you trained to spy?
One eye open, one eye dry
When I die, will you be my neighbor?
Tell me things I like to know
Dressing up from head to toe
Let them know to and fro
From here and tomorrow
Brother, are you really here?
The message I received is gone
Are you a phantom detective?
Can you read my soul backwards?
I would glide with you
If you are a backwards ghost
I will hire you
(Beck, Brother, 1997)
LO SCURO OGGETTO DEL DESIDERIO

Ebbene sì, da quando so che è uscita di produzione la desidero ancora di più. Tutte le volte che ho tentato di mettere i soldi da parte per comprarmela poi qualcosa di più urgente si è frapposto tra noi, come in quelle storie d'amore che partono storte con uno dei due che viene trasferito in Cile. Per dire. Insomma, adesso ci sono solo più gli esemplari in stock e poi addio a questo gioiellino di creazione sovietica. Però siccome tra un paio di settimane è il mio compleanno magari un pool di lettori del mio blog fa una colletta... ehm...
L'INEVITABILE MOMENTO SOUTH PARK
dOPO aLCUNE pERIPEZIE dI sALVATAGGIO e uPLOAD, fINALMENTE sONO iN gRADO dI pOSTARE iL mIO rITRATTO sOUTHPARK. eCCOLO qUI:

cOURTESY oF pEDRA
Non ho mai avuto la sicurezza che mi attribuisci. Quella che avevo se la sono portata via i miei sogni. Così confusi, e così intensi, da lasciarmi sconvolta al risveglio; ci metto sempre un po’ a riabituarmi alla realtà. E mi rimane il dubbio che la realtà sia solo un grado diverso di sogno, in cui i simboli sono verbali invece che tattili. In uno di questi sogni rarefatti ho incontrato te e mi è sembrato di comprendere, in un momento fuggevole di consapevolezza, che avevi già visitato il mio inconscio, ed era solo un ritrovarci il nostro. Perciò sapevo cose di te che non avrei dovuto sapere, tuttavia non le avrei mai usate per nuocerti. Le avrei usate, se mai, per aiutarti a ricordare che ci eravamo già visti, e parlati, e toccati. E insieme avremmo potuto attraversare il labirinto che separa i sensi dalla mente, nell’unico modo in cui è possibile farlo, cioè fidandoci di noi stessi e dell’altro.
Vuoi fidarti, adesso?
the end is the beginning is the end
Nella luce blu del mattino, filtrata attraverso le tende, il suo volto sembrava quello di un idolo dormiente in un tempio cambogiano: le palpebre spesse, le labbra carnose, il naso dritto e la fronte ampia e distesa. Avrei voluto parlargli, ma il suo sonno era profondo e maestoso come l'Oceano. Quella barriera che si era creata tra noi faceva sì che i nostri sensi non fossero mai allertati allo stesso momento, ed io avevo l'impressione di guardarlo attraverso un vetro spesso e opaco. L'inconsapevolezza era fatta di risate e progetti mai trasformati in azione, ma riposti a decantare come vini appena abboccati. Intanto la polvere continuava a posarsi sulle mensole e sulle nostre promesse. Quei momenti di confine, tra la notte e l'alba, erano gli unici in cui l'illusione lasciava il posto ad una serena consapevolezza, e allora vedevo le cose per quelle che erano, semplicemente. Tutte le parole dentro di me precipitavano fino a condensarsi in un residuo sabbioso. Era una sabbia ostinata, che non se ne andava e mi costringeva a sfregarmi gli occhi più volte. Durante queste veglie involontarie lo osservavo dormire con il distacco di un entomologo. Questa strana creatura di carne e sangue che occupava lo spazio che lasciavo vuoto nel letto. Quando il suo respiro profondo si trasformava in un leggero russare, bastava che lo toccassi leggermente perchè smettesse. Cercava di non dare fastidio neanche quando dormiva, e questo pensiero mi commuoveva mio malgrado. Sapevo che presto o tardi avrei dovuto affidarlo a mani più comprensive, a sguardi più limpidi. Intanto fuori si faceva giorno.
IL DOLCE IERI

questa sono io in un momento imprecisato degli anni settanta, e si vede subito dai coprisedili e dal maglione psichedelico in primo piano. questa foto mi piace moltissimo per un sacco di motivi, ma il principale è che non ne so nulla: non so dove sono, chi l'abbia scattata, di chi sia l'auto, cosa sto facendo e soprattutto a che cosa serva uno specchietto retrovisore ad altezza cruscotto. mi piace perchè accanto a quel volante sembro ancora più piccola, perchè non si capisce nemmeno se sono un bambino o una bambina, perchè sono assolutamente tranquilla e assorta nei miei pensieri proprio come oggi, perchè c'è una bellissima luce autunnale e perchè mi ricorda che quando è il momento di mettersi in viaggio io sono sempre pronta, fiduciosa e disponibile.
Due o tre cose che so di me
NOT TODAY, DEAR
Scritto sul dorso della mia mano, riassume bene il mio stato d'animo. Perchè non è che uno possa essere sempre conciliante, disponibile, premuroso. Quindi oggi no. Non ho consigli da dare e nemmeno risposte comprensive. Livello di empatia zero. E' la mia giornata dell'indifferenza ecumenica. Cioè non cago nessuno senza fare distinzioni di sorta. Tutto questo è molto sano: la sospensione temporanea mi permetterà di essere davvero partecipe nei prossimi giorni. Ah, ne esco anche abbastanza bene, il che è un extra-bonus come le ciliege di pacman.