martedì, maggio 31, 2005
Phase 2.
 
 

in questa seconda fase molte cose cambiano.

innanzitutto il panorama dalla mia finestra.

poi il numero di passi per andare e venire dagli stessi posti.

lo zaino viene sostituito da una borsa a tracolla più consona.

a cena le porzioni si riducono a una. oppure a 4 se ho ospiti.

se sul soffitto c’è un ragno sono cazzi, adesso.

niente più pc, almeno non a portata di mano.

non credo possa essere più nuovo di così, questo inizio mese.

ma credo, invece, che dovrò imparare a convivere con quella persona

strana, lunatica e distrattamente ottimista che sono.

per adesso il tempo passa a ritmo di milonga, e sono pomeriggi pigri

e afosi, nessuna dichiarazione da fare, in attesa che la felicità

mi tenda una trappola.

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venerdì, maggio 27, 2005
I motivi per cui questa donna voterà sì ai referendum
 
1) per evitare che una donna sia obbligata – sì, obbligata – a impiantarsi gli embrioni anche se dal momento dell’estrazione degli ovociti (circa tre giorni prima) ha cambiato idea. Tipo, se nel frattempo, per sfiga, il partner muore? se l’ha sorpreso a letto con un giocatore di basket? se ha semplicemente cambiato parere perché sì e basta? Niente, per la legge probabilmente va legata ad un letto e ingravidata a forza, come una mucca da latte. Poi, se proprio non vuole, può sempre abortire in seguito. Genialata.
2) perché è ovvio che questa legge ha uno scopo: quello di aprire una ridiscussione sulla legge che regolamenta l’aborto (legge sacrosanta, e se qualcuno non la pensa così vada a vivere in un paese in sintonia con il suo sentire, tipo Irlanda, Malta, la maggior parte dell’Africa sub-Sahariana, Brasile, El Salvador, Afghanistan, Sudan, Indonesia, Filippine e parecchi altri, purtroppo). Nel senso che tutto viene deciso sulla base di una premessa: che l’embrione è una persona, e quindi ha gli stessi diritti dei genitori, o anche di più. Diciamo che embrione indifferenziato batte donna 3 a 1. Ricordo en passant che l’embrione di cui discutiamo è un ammasso di cellule invisibile ad occhio nudo. Non ha ancora sviluppato una massa cerebrale, arti etc. E' più piccolo di una capocchia di spillo e si misura in grandezze inframillimetriche. Per chiarezza stiamo considerando persona giuridica questo (ingrandito parecchie volte):

Ma se io accetto di considerarlo una persona con dei diritti, allora quanto ci vorrà perché anche un feto di 2 mesi ottenga lo stesso status? Dai, dimmelo, genio! Pavento il giorno in cui anche le mestruazioni saranno fuori legge.
3) perché consentire la fecondazione assistita ma non eterologa è come commercializzare una Ferrari senza ruote. E’ ovvio che se una coppia non riesce a concepire un bambino con il metodo classico (cenetta, cd di barry white, 2,5 posizioni) o anche con quello basic (pizza, cd di robbie williams, missionario) o trash (bruschetta all’aglio, cd di pappalardo, manette di peluches) ci sono buone possibilità che uno dei due sia sterile o pseudo tale. E – surprise surprise – è più spesso l’uomo ad avere problemi di seme sterile o spermatozoi pigri. Magari è colpa dei jeans stretti, o del mercurio nel tonno. Comunque il maschio italiota medio (la buona parte degli estensori di questa legge) va in panico al solo pensiero che qualcuno possa colonizzare il suo territorio (leggi: l’utero della moglie) impiantandovi il suo seme. Quindi questa legge finisce per allontanare dalla fecondazione assistita proprio quelle coppie che ne avrebbero più bisogno. Per inciso, il mondo è pieno di bambini concepiti con la fecondazione eterologa, solo che una volta non era medicalmente assistita e prendeva il nome più banale ma evocativo di cuorni. E in realtà, il frutto più illustre di un’eterologa, almeno per i cristiani,  è un certo Gesù.
4) perché l’adozione NON E’ un’alternativa. E’ una scelta. Non ci sono bambini per tutti, in realtà, checchè se ne dica. Soprattutto piccoli, dato che quelli cresciuti, purtroppo, non se li fila quasi nessuno. Quelli stranieri, giustamente, dovrebbero avere una chance di rimanere nel loro territorio. In ogni caso, per fare bene i genitori adottivi il desiderio dovrebbe venire dal cuore, non dai genitali.
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mercoledì, maggio 25, 2005
Una piccola formalità

Ricevo da Pedra ed espleto brevemente la catena musicale:
 
1) Volume totale dei file musicali
non ne ho la più pallida idea. rifiuto di saperlo con più precisione di così: un gran bel po'.
2) L'ultimo CD che hai comprato
Guero di Beck.
3) Canzone che stai suonando ora
Nessuna, ma dopo aver letto qui ho fatto partire Eric Burdon & The Animals - San Franciscan Nights
4) Cinque canzoni che ascolto spesso (in questo periodo):
- No one knows - Queens of the Stone age
- Blue Orchid - the White Stripes
- Peaches - Presidents of the USA
- Venus in Furs - Velvet Underground
- A Rush of Blood to the Head - Coldplay

La catena finisce qui perchè io sono l'ultimo anello.
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sabato, maggio 21, 2005
 
 
 
presto, ma non così in fretta
tanto non avevo impegni giovedì
e comunque il fatto più significativo
quello che ancora non consideravo
è che non ho idea delle distanze
tra il mio impulso e le tue conclusioni
intanto mi esercito a ricevere
un regalo
a dire grazie e sorridere
e pensare che me lo merito
senza tanti giri di parole
guardando negli occhi
chi me ne ha fatto dono
quando verrà il tuo turno
sarò diventata bravissima
 
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giovedì, maggio 19, 2005

   OGGETTO FETICCIO

 

Ognuno ha il suo, questo è il mio_ un morbido monolite nero che ha più o meno la mia età_ era in casa prima che arrivassi io ma probabilmente mi aspettava_  perchè da quel momento non passa mese senza che venga scattata la foto "infanta in trono di poliuretano espanso"_ dai tre anni in su è diventato cavalluccio, trampolino, grotta (opportunamente rovesciato), fortino_ nell'età dell'adolescenza mi ci sedevo al contrario (piedi sullo schienale, schiena sulla seduta) ascoltando david bowie sul walkman_ appena me ne sono andata via di casa l'ho portato con me_  è una calamita per gli amici che ci affondano dentro con un'espressione sorpresa (io so già tutto ma mi godo l'effetto)_ credo che mi seguirà ovunque_ anche se un po' malconcio_ l'ho sempre trattato con molta familiarità prima di scoprire, anni fa, che è un oggetto di design anche famoso_ ma per me è soprattutto un ricordo e un rifugio_ continuerà ad esserlo_ oltre che trampolino quando non ci vede nessuno.

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martedì, maggio 17, 2005
Poetic Justice
  
Listen. Wherever you are.
Be Happy now.
Just Do It!
Share Moments. Share Life.
How far will your Mind take you?
Wake up to a Better World.
It’s Always Saturday Morning.
Because I Love Your Smile.
Listen to Your Heart.
Sounds like Love.
 
 
questa poesia è fatta da frasi che sono diventate trademark, cioè che le aziende si sono comprate, e che quindi non possono essere più usate liberamente (almeno per fini commerciali, ma chi lo sa, magari vale anche per i blog.) Ho pensato di liberarle almeno per un po’.

fonte: http://www.uspto.gov/main/trademarks.htm, dove ho anche scoperto che il mio nome è trademark di un vino cileno, di borse olandesi, di un giornale italiano (ovviamente), di una marca di pasta in scatola americana, di una catena di negozi di abbigliamento in Colorado.
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lunedì, maggio 16, 2005
COSE CHE VORREI AVERE SCRITTO IO
#8

Ah vastedad de pinos, rumor de olas quebrándose,
lento juego de luces, campana solitaria,
crepúsculo cayendo en tus ojos, muñeca,
caracola terrestre, en ti la tierra canta!

En ti los ríos cantan y mi alma en ellos huye
como tú lo desees y hacia donde tú quieras.
Márcame mi camino en tu arco de esperanza
y soltaré en delirio mi bandada de flechas.

En torno a mí estoy viendo tu cintura de niebla
y tu silencio acosa mis horas perseguidas,
y eres tú con tus brazos de piedra transparente
donde mis besos anclan y mi húmeda ansia anida.

Ah tu voz misteriosa que el amor tiñe y dobla
en el atardecer resonante y muriendo!
Así en horas profundas sobre los campos
he visto doblarse las espigas en la boca del viento.

    (P. Neruda, Poema III, 1924)

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domenica, maggio 15, 2005

LO SCARTO

Le cose più intelligenti che ho letto sono state scritte da donne che hanno sofferto per amore. Qualsiasi donna intelligente ha sofferto per amore. E questo non per caso, sfortuna, o per una tendenza inconscia a a scegliere la persona sbagliata. Lo sbaglio è endemico, direi fondante, quando si parla di una relazione eterosessuale. Eteros significa diverso. Ma è una diversità che non si limita al sesso, che ne è solo la caratteristica più evidente, più esplicita. Per una donna, amare un uomo non è più semplice ed intuitivo di amare, che so, un salice. Con la differenza che se scelgo di amare un salice mi rendo perfettamente conto della distanza, della difficoltà ad instaurare una comunicazione, una continuità, un'intimità. Con un uomo, lo scarto è apparentemente più breve, tutto racchiuso in un cromosoma; non sembra sufficiente a creare una distanza significativa. Ma lo fa. Una distanza legata al modo di muovere le mani e di osservare, al significato delle pause e dei silenzi, alla percezione dei sapori (il dolce, sulla punta della lingua, spesso negli uomini è attenuato), agli umori corporei, allo sviluppo del corpo calloso, alla gestione della memoria, alla sensibilità sotto la pianta del piede. Si può ovviare a questo scarto? No, ma si può comunque tentare di seguire un filo immaginario, discontinuo come un'imbastitura di fortuna, fatto di turbinanti folgorazioni di convergenza, attimi sospesi e preziosi ma non riproducibili, legati al fato o al calore dei lombi, ma comunque destinati, se osservati con attenzione e onestà intellettuale, a passare senza apportare né chiarimenti né risposte. Ed ecco perchè una donna intelligente conclude:


Don’t you know when you’re loving anybody, baby,
You’re taking a gamble on a little sorrow,
But then who cares, baby,
’cause we may not be here tomorrow, no.
And if anybody should come along,
He gonna give you any love and affection,
I’d say get it while you can, yeah!
Honey, get it while you can,
Hey, hey, get it while you can,
Don’t you turn your back on love!

postato da: fulmine alle ore 13:31 | Permalink | commenti (8)
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sabato, maggio 14, 2005

A piedi nudi nel parco

i piedi sono gentilmente offerti da Paolo.

il sole da un dio benevolo che questa settimana sembra essersi dimenticato di noi.

in sottofondo: sea, morcheeba

postato da: fulmine alle ore 19:45 | Permalink | commenti
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venerdì, maggio 13, 2005

Una conversazione mai avvenuta


<<mi piaci>>

<<ah, anche tu, o forse no, in ogni caso non tanto da incrinare le mie collaudate strategie difensive>>

<<solo che io non ti sto attaccando>>

<<non ora, forse, ma finiresti per farlo>>

<<ma se per non soffrire devi costringerti a non sentire che senso ha vivere?>>

<<è proprio il genere di domande che non mi va di ascoltare>>

<<preferisco farti irritare che compiacerti. e lo dico contro il mio interesse>>

<<non ti ho mai chiesto niente>>

<<...>>

<<ti sei offesa?>>

<<quale risposta ti metterebbe più in difficoltà?>>

<<ma io sono tranquillissimo>>

<<talmente tanto da sembrare inanimato>>

<<l'emotività è un fastidioso fardello>>

<<il cinismo è un arido paravento>>

<<ora devo andare>>

<<perchè, eri qui finora?>>

 

quello che mi resta da dirti:

La distrazione per te è un modo di sottrarti all'intimità. Quando la vicinanza si prolunga, ti vedo annaspare alla ricerca di un appiglio che ti porti di nuovo sulla terraferma. Ma è negli abissi che puoi trovare quello che hai perduto, quindi smettila di indugiare e tuffati.

postato da: fulmine alle ore 09:39 | Permalink | commenti (13)
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mercoledì, maggio 11, 2005

...conoscerete la nostra velocità

ecco una giornata in cui sono completamente sfasata rispetto ai ritmi degli altri, per cui mi fanno ridere cose che per tutti sono serissime, mi metto a leggere un libro e pochi secondi dopo suona il telefono, prendo per promesse quelle che per gli altri sono semplici dichiarazioni d'intenti, scrivo un post e lo cancello inavvertitamente.  metto su blue orchid dei white stripes perchè quello è il ritmo pestato a cui vorrei vivere adesso, fregandomene di parentesi e di condizionali, tralasciando convenevoli e permissività verso le mie ed altrui debolezze, ma non si può e quindi lascio spazio anche al modo coldplayano in cui il resto del mondo ha deciso di rapportarsi oggi. però non sarà sempre così, devo solo aspettare che il ritmo cresca e sentirlo espandersi, dalla mia stanza a tutto il palazzo e se aumento un po' i bassi credo di poter contagiare tutto il quartiere, poi finalmente scenderò in strada e sarà headbanging senza compromessi, proprio così, e per dare una mano anche tu che leggi potresti scaricarti il brano e farmi sapere che stiamo vivendo allo stesso ritmo, almeno per 2:37.  e se ci sincronizziamo, faremo sì che avvertano una perturbazione nella Forza.

 

postato da: fulmine alle ore 12:16 | Permalink | commenti
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venerdì, maggio 06, 2005

COMUNQUE FIERA

SI ecco anche quest'anno alla fiera del libro con la levataccia mattutina, la navetta gratuita stracolma fino al lingotto, la mappa che capisci come si legge solo dopo che ti sei girata i 3/4 dei padiglioni, i piedi e la testa che vivono in universi paralleli, le scolaresche in gita che si schiaffano inerti sul primo divano gommoso a disposizione e non si avvicinano a un solo stand che abbia soltanto libri, i 3 chili di cataloghi che rimedio e che poi a casa giaceranno indisturbati a prendere polvere dietro la porta, gli incontri interessanti che sono tutti ieri, domani o mezz'ora prima, le milionate di libri che vorrei comprare se avessi soldi sufficienti (due per tutti: Appunti di un Tifoso di Frederick Exley e Guida ragionevole al frastuono più atroce di Lester Bangs), le code per un panino autogriglioso che nemmeno ad agosto sull'A1, il momento esatto, dopo 6 ore, in cui il mio cervello entra in sciopero e tuto quello che vedo da quel momento in poi non lascia traccia, le pupille dilatate degli amici che non mettono più a fuoco a forza di far scivolare lo sguardo su pianure di copertine, i gadget improponibili, gli ospiti che con la scrittura non c'entrano nulla, uscire fuori ed è subito sera, i chilometri macinati per uscire dal lingotto che è tutto intorno a te, la stanchezza che cala tutta di colpo mentre sei sul tram tanto che rischi di perdere la tua fermata, le scarpe lanciate sul pavimento prima ancora di chiudere la porta di casa, le borse di cataloghi in stato di abbandono senza rimpianti, la promessa di non ricascarci più. fino al prossimo anno. 

postato da: fulmine alle ore 23:55 | Permalink | commenti (8)
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giovedì, maggio 05, 2005

05.05.05

capita che una data di questo tipo si riproponga 12 volte al secolo.

capita che questa data fighissima sia anche il mio compleanno.

stiamo a vedere...

postato da: fulmine alle ore 10:24 | Permalink | commenti (7)
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mercoledì, maggio 04, 2005

FANCULO AL DIGITALE TERRESTRE (si capisce alla fine)


tutto così in fretta, non ho ancora avuto il tempo di decidere il da farsi,


e proprio oggi che avrei avuto bisogno di un minimo di calma, e di ricevere qualche parola gentile,


anche solo un "come stai" ma sentito, o una pacca sulla spalla, o qualcuno che mi abbracciasse


senza imbarazzi, o anche solo una mail o un sms inaspettato, insomma, un piccolo segno di presenza


mi becco tutta una sfilza di porte in faccia che alla fine non capisco, giuro non capisco,


in che modo ho potuto innescare questa triste sequela, perchè probabilmente è colpa mia in ogni caso che prima di uscire casa


non ho sentito da che parte soffiava e mi sono passata tutta la giornata controvento.


se mi viene a mancare anche l'ironia sono ad un passo dallo sconforto.


qualche stronzo deve aver premuto il tasto "uno" sul decoder interattivo della mia vita.

postato da: fulmine alle ore 20:40 | Permalink | commenti (2)
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