domenica, maggio 07, 2006

Impossibile da scrivere

Uno parte dal fatto che non riuscirà mai a leggere tutto quello che è stato scritto: ci vorebbero diverse vite, per di più solitarie, appartate, vite d'interni più che di stagioni, sempre uguali. Le letture che facciamo sono frutto del caso o di consigli mai del tutto condivisi, dopo. O di smanie collezionistiche. O di affinità geografiche e di pensiero. O di eredità. O ancora di colpevoli trascuratezze e noie per la villeggiatura. Spesso di matrimoni poco partecipati. Bovarismi da bilocale. Adolescenze umide di pianti inascoltati.

Una volta, avrò avuto sedici anni, ero in vacanza con i miei a lanzarote, canarie. mi annoiavo come solo una figlia unica riesce a fare. in una specie di bazar rigorosamente per anziani coniugi britannici (burro salato, abbronzanti protezione 30, cheddar e altre derive della globalizzazione turistica, forse la peggiore, ma in fondo la più autolesionista) scovo un espositore tipo quelli degli occhiali, un totem piramidale di plastica bianca con inpilati graziosi libretti in carta grigia pulp  e copertine rosa confetto con donne accomodate su avambracci altrui. Io lo sapevo, che non aveva senso, neppure ai bordi dell'immobilità di piscine circondate da palmizi nani, ingannare il tempo con sottospecie di pensieri intorno ad un unico amplesso di gemiti e ritrosie da copione (l'allumeuse come ruolo proppiano dell'opera al rosa). Ma come resistere al richiamo allusivo e straziante di aerei diretti ALTROVE, dove le cose stavano accadendo davvero, senza almeno un aliante di carta?

Così ho fatto girare la piramide bianca come fosse un dreidel e là è accaduto il miracolo. Il miracolo aveva quest'aspetto:

Non c'è stato bisogno di fare o dire molto, ci siamo guardati e scelti:  era l'unico, davvero l'unico rimasto, non c'entrava niente con tutto il resto, e la nostra comune inadeguatezza ci ha attirati come una calamita. Ho stretto il paperback fino alla cassa, e ci siamo salvati l'estate a vicenda.

Questa è solo parte della gratitudine che riesco ad esprimere. Il resto è una via libris a cadenza annuale con autoflagellazione e stimmate ai piedi, adorazione di risvolti e incipit nella penombra di megastore domenicali, nottate insonni prolungate di sedicesimo in  sedicesimo e altro ancora. Da cui il titolo.

postato da: fulmine alle ore 15:48 | Permalink | commenti (3)
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